La nostra storia

La Nostra Storia

La storia ripercorre, in modo schematico, tutte le tappe fondamentali che hanno caratterizzato la vita di un’organizzazione, contribuendo a delinearne il profilo e le finalità. Le risposte ad alcune di queste domande mutano negli anni a seguito di mutate consapevolezze, mutate condizioni interne ed esterne, altri eventi che cambiano significativamente la storia dell'organizzazione/impresa.

E’ importante rendere evidenti le principali tappe della vita dell'organizzazione/impresa.

La Storia della Cooperativa Arca di Como è strettamente legata a quella del suo fondatore don Aldo Fortunato.

Inizia nell’ottobre del 1975 in Parrocchia dove assiste 80 drogati tra lamentele e reclami da parte dei parrocchiani che non condividevano questo progetto.

Il 20/03/1980 don Aldo e un gruppo di volontari si costituiscono in Associazione. Scopo dell’associazione è l’assistenza materiale e morale di adolescenti e giovani che, per ragioni personali, familiari o sociali, versano in stato di disadattamento; mezzo prevalente per il raggiungimento del fine associativo è la creazione di gruppi di convivenza di tali giovani, in alloggi a ciò predisposti, sotto la vigilanza di educatori responsabili.

Nel 1982 il Comune di Como sollecitato da alcuni simpatizzanti gli concede in comodato gratuito il vecchio fatiscente ambulatorio dermo sifilopatico dove apre con la preziosa collaborazione di alcuni volontari, un centro di assistenza per tossicodipendenti che in seguito viene preso in carico dal costituendo CSZ.

Il problema della “droga” intanto si allarga a macchia d’olio, si incomincia a capire che la “riduzione del danno” non risolve il problema ma soprattutto non aiuta i giovani che hanno deciso di uscire da questo circuito e che necessitano di accoglienza, personale disponibile e accompagnamento nel percorso di recupero della loro identità. Si incomincia a pensare alle comunità.

Nel 1983 in una piccola struttura dismessa del vecchio ospedale psichiatrico, offerta in comodato gratuito dall’Amministrazione Provinciale di Como, nasce la prima Comunità terapeutica “La Cappelletta” con capacità ricettiva di n. 15 posti.

La domanda aumenta, il territorio non ha niente da offrire. Il 1° ottobre 1984 si costituisce la Cooperativa Arca di Como. Soci fondatori alcuni volontari dell’Associazione Arca più nuovi soci che hanno sposato la causa. Nel 1985 sempre nell’area ospedale psichiatrico di Como si procede alla ristrutturata di un'altra struttura dismessa e si può aprire la Comunità “Monteverde” (capacità ricettiva n. 30 posti).

Nel 1986 Il Comune di Como concede in comodato una vecchia Cascina posta a metà della Spina Verde di Como e dopo i necessari adeguamenti viene aperta la terza Comunità terapeutica (capacità ricettiva n. 15 posti), di conseguenza la Cappelletta viene destinata all'utenza femminile di cui cresce la domanda di comunità.

Nel 1990 La parrocchia di Brunate concede in affitto una vecchia cascina sita nel Comune di Fino Mornasco, dopo la ristrutturazione nasce la comunità La Costa (n. 30 posti) dove viene trasferita la Comunità femminile essendo aumentata nel frattempo la domanda in questo settore. La Comunità Cappelletta viene destinata al programma di rientro delle comunità maschili.

Nel 1992 viene aperta la Comunità Monteverde due che andrà a sostituire "Respaù" diventata troppo piccola per rispondere all’aumento della domanda.

Per meglio rispondere alle esigenze dell'utenze e del programma terapeutico vengono poi di seguito messe in opera n. 3 pensionati post-comunitari (uno maschile e uno femminile) e grazie al prezioso apporto dei soci volontari possono essere creati laboratorio di falegnameria, carpenteria leggera, idraulico ed elettrico, edile, cucito ecc. allo scopo di fare scuole di lavoro per gli utenti e facilitare il loro inserimento lavorativo alla fine dell'iter comunitario. Le comunità ad oggi hanno ospitato circa 1600 utenti.

Ma poiché prevenire è meglio che curare già nel 1990 don Aldo incomincia a pensare a programmi di prevenzione. Nasce il Centro studi Arca di Como, si inizia a fare progetti di prevenzione sul territorio e nelle scuole.

Nel 1993 finanziato dalla legge 309 apre in Via Tommaso Grossi “Porto Franco” Centro di ascolto per giovani al di sotto di 18 anni e il centro “Spazio famiglia” consultorio familiari per genitori con figli in stato di disagio. Consultori chiusi per mancanza di fondi.

Con lo stesso intento, e dopo una sofferta ristrutturazione, nasce il Centro Educativo “Villa Bellingardi “, destinato ai giovani per l’utilizzo intelligente del tempo libero. Il centro perfettamente attrezzato, offre una sala multimediale, laboratori teatrali, musicali, e sale polivalenti da utilizzarsi a secondo del bisogno. Spina nel fianco di don Aldo è il poco utilizzo di questo spazio a causa di mancanza di finanziamenti che dovrebbero servire unicamente a coprire le spese vive di gestione.

Il 23 aprile 1996 come logica conseguenza delle sue attività e della sua mission la Cooperativa Arca di Como si trasforma in cooperativa Sociale Arca di Como. Essere Cooperativa Sociale è la sua giusta collocazione avendo da sempre perseguito l'interesse generale della comunita' alla promozione umana e alla integrazione dei cittadini". Il perseguimento di queste finalita' attraverso l'organizzazione d'impresa, coniugata con i principi, propri della cooperazione, di partecipazione e democrazia, ne delinea l'agire quale impresa sociale, rientrante a pieno titolo tra i soggetti no profit, riconosciuti, sia a livello nazionale che comunitario, quali strumenti privilegiati per l'attuazione delle politiche sociali e di promozione di nuova occupazione.

Il 25 Novembre 2004 adeguamento dello statuto a norma del D. lgs. 6/2003 e modifica della denominazione Sociale da Cooperativa Sociale Arca di Como s.r.l. in Cooperativa Sociale Arca di Como Soc. Coop. Soc. Spa.

Dal 2004 ad oggi la Cooperativa ha continuato a seguire la propria mission, e nello spirito del proprio sistema di qualità ha costantemente mirato non solo al consolidamento del proprio lavoro, ma anche al miglioramento continuo. L’apertura inoltre dei moduli specialistici per alcool e per mamme con bambini ha rappresentato ,in tal senso, una delle sfide che la Cooperativa ha deciso di intraprendere per mantenersi al passo con le mutate esigenze dei servizi per le dipendenze.

Proprio per adeguare gli spazi esistenti alle necessità del modulo “mamme/bambini”nel 2006 è stato aperto il cantiere per l’ampliamento della Comunità La Costa di Fino Mornasco. I lavori sono stati in pratica conclusi mentre stiamo editando questo B.S.,e hanno permesso di aumentare notevolmente la metratura dei locali disponibili per le utenti e i bambini ricoverati nella comunità Inoltre sono stati creati nuovi laboratori, nuovi uffici, nuova lavanderia, un salone polivalente , l’infermeria, una nuova e attrezzatissima cucina ed altri locali accessori.

La costante formazione del personale, la supervisione delle diverse equipe condotta da specialisti qualificati del settore ha permesso di adeguare il sistema Arca ai cambiamenti che in questi anni si sono prodotti nell’utenza e nel mondo esterno.

In particolare nel triennio 2009/2011 è stato attuato un percorso formativo per giungere alla formulazione del “Metodo Arca” fondato sulla centralità della dimensione pedagogica nei trattamenti residenziali. In tal senso ha fornito al personale educativo:

  • elementi teorici condivisi in grado di fondare l’operato quotidiano nei colloqui, nei gruppi, nella impostazione generale delle comunità.
  • la definizione di un “metodo Arca”il più possibile condiviso tra le quattro comunità.
  • la ridefinizione del rapporto tra dimensione pedagogica-educativa, dimensione ergoterapica e intervento psicoterapico.
  • la delineazione della figura e dei compiti dell’”Operatore di Riferimento” Non da ultimo vi è da sottolineare come la nostra Cooperativa, per fronteggiare la difficile congiuntura economica di questo ultimo triennio e rispondere anche alle nuove logiche di mercato, stia entrando nella logica del lavoro di rete con altre Cooperative ed Enti per la ricerca di soluzioni sempre più efficaci al problema del disadattamento sociale.

Numero di posti e liste d'attesa, disposizione delibera n.666

  • 15 in lista d'attesa UO 322002743 - 322002783 
    8 in lista d'attesa UO 322002741